Lorenzo Moretti Ortopedico

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Lorenzo Moretti

Medico Chirurgo
Specialista in Ortopedia

Medico chirurgo, specializzato in ortopedia e traumatologia, mi occupo del trattamento di tutte le affezioni dell’apparato locomotore, in particolare delle patologie derivanti da traumi dello sport e da degenerazione articolare. Dal 2009 sono responsabile dell’ambulatorio di spalla-ginocchio e traumatologia dello sport della U.O. di Ortopedia e Traumatologia 1 del Policlinico di Bari.

Negli stessi anni ho incominciato ad occuparmi di chirurgia artroscopica della spalla e del ginocchio dopo aver svolto diverse fellowships e partecipato a corsi in Italia e all’estero. Mi occupo di medicina rigenerativa utilizzando il PRP e fattori di crescita intraoperatori e ambulatorialmente per aiutare e velocizzare la guarigione di lesioni muscolari, legamentose e cartilaginee, oltre che per le tendiniti croniche.
Sono stato medico sociale di Bari calcio, Monopoli calcio e Nazionale A di calcio Albanese con cui ha disputato la Nations League e parte dei campionati Europei di calcio.

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12 Maggio, 2021

Oggi voglio celebrare con voi la Giornata Mondiale dell'Infermiere. 🩺
Colleghi, compagni di tante battaglie e amici. Auguri da Dott. Lorenzo Moretti - ortopedico - Artroscopia e protesica
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Oggi voglio celebrare con voi la Giornata Mondiale dellInfermiere. 🩺
Colleghi, compagni di tante battaglie e amici. Auguri da Dott. Lorenzo Moretti - ortopedico - Artroscopia e protesica ❤

05 Maggio, 2021

𝐒𝐈𝐍𝐃𝐑𝐎𝐌𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐈𝐍𝐃𝐈𝐍𝐆-𝐋𝐀𝐑𝐒𝐄𝐍-𝐉𝐎𝐇𝐀𝐍𝐒𝐒𝐎𝐍

La sindrome di Sinding-Larsen-Johansson o osteocondrosi del polo inferiore della rotula presenta come origine la presenza di un nucleo accessorio di ossificazione presente proprio a livello del polo rotuleo inferiore.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚

Si manifesta principalmente con la comparsa di una sintomatologia algica che inizia subdolamente e in maniera intermittente, localizzata nella regione anteriore del ginocchio.

𝐂𝐡𝐢 𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐭𝐨

Si presenta in particolare negli sportivi che praticano sport in cui sono presenti contrazioni ripetitive e forzate del quadricipite che inducendo una notevole tensione sul tendine rotuleo determinando lesione sulla cartilagine di accrescimento e quindi l’instaurarsi della patologia.
L’età principalmente colpita è quella che va da 8 ai 12 anni.

𝗣𝗲𝗿 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗲𝘀𝗮𝗺𝗶 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶 𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗹'𝗮𝗿𝗴𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗶 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼:
www.dottorlorenzomoretti.it/sindrome-di-sinding-larsen-johansson/
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𝐒𝐈𝐍𝐃𝐑𝐎𝐌𝐄 𝐃𝐈 𝐒𝐈𝐍𝐃𝐈𝐍𝐆-𝐋𝐀𝐑𝐒𝐄𝐍-𝐉𝐎𝐇𝐀𝐍𝐒𝐒𝐎𝐍

La sindrome di Sinding-Larsen-Johansson o osteocondrosi del polo inferiore della rotula presenta come origine la presenza di un nucleo accessorio di ossificazione presente proprio a livello del polo rotuleo inferiore.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚

Si manifesta principalmente con la comparsa di una sintomatologia algica che inizia subdolamente e in maniera intermittente, localizzata nella regione anteriore del ginocchio.

𝐂𝐡𝐢 𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐭𝐨

Si presenta in particolare negli sportivi che praticano sport in cui sono presenti contrazioni ripetitive e forzate del quadricipite che inducendo una notevole tensione sul tendine rotuleo determinando lesione sulla cartilagine di accrescimento e quindi l’instaurarsi della patologia. 
L’età principalmente colpita è quella che va da 8 ai 12 anni.

𝗣𝗲𝗿 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗲𝘀𝗮𝗺𝗶 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶 𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮𝗿𝗴𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗶 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼:
https://www.dottorlorenzomoretti.it/sindrome-di-sinding-larsen-johansson/

21 Marzo, 2021

Io non so cosa siamo venuti a fare sulla terra. Ma in questi momenti capisco che, a prescindere da tutto, le cose che ci possono salvare sono solo 2: l’amore e la fede.
Se avete 3 minuti leggete bene queste parole di un cittadino barese (che ringrazio tento) che è stato per un po’ dall’altra parte.

IL COVID GRAVE, LA RIANIMAZIONE E IL SECONDO TEMPO DI VITA CHE MI È STATO DONATO.
Il 2 marzo arriva la febbre. Il 3 inizio terapia a casa. Il 9 mi aggravo ed un mio amico medico Francesco (iniziamo con i salvatori) mi viene a prendere di peso a casa di notte e superando mia ritrosia, mi fa ricoverare al Policlinico di Bari. Il 12 ho un tracollo delle condizioni respiratorie e riesco a scrivere alla mia famiglia questo sms (che sinceramente allora pensavo ultimo): “Allora poiché sembro paggiorato, mi stanno per fare una rx ai polmoni. All’esito decideranno se portarmi in terapia intensiva. Non abbiate in ogni caso nessun timore. Io ho vissuto una vita stupenda e meravigliosa. La vita mi ha dato tutto. Ognuno di voi 5 è un dono immenso che basta da solo a riempire di senso una vita intera. Sia fatta sempre e solo la volontà di Dio. Il segreto della vita lo conoscete ormai. Per vivere felici dovete imparare a voler bene davvero a tutti quelli che ci stanno accanto, dalla famiglia, amici, colleghi, panettieri, fruttivendoli, ecc. Non abbiate mai paura. Gesù ci ha mostrato la via per affrontare qualsiasi dolore, oltre che le gioie. Vi amo ovviamente. Appena mi fanno rx e so esito vi dico ovviamente. A dopo.” A questo punto, ormai senza più ossigeno mio interno, mi portano in rianimazione.Qui è iniziata l’esperienza unica di vivere 7 giorni di piena coscienza e lucidità, dove il corpo non esiste più, solo dolore, aghi, assenza di ossigeno interno, fili e macchinari attaccati dappertutto e l’anima da sola che deve reggere tutto, sapendo che puoi morire sempre. Si cambia, credo per sempre e credo in meglio. Ho visto i medici, gli infermieri e i sanitari della rianimazione: uomini e donne eccezionali che salvano ogni giorno vite e si buttano a capofitto su tutti. È una cazzata diffamatoria che “scelgono”. Ancora adesso li ricordo nel gesto tipico di star chinati sui pazienti di qualsiasi età, anche per ore, a fare quello che serve in quel momento, su pazienti incoscienti che non lo sapranno mai che in quelle ore sono stati salvati perché quel medico o infermiere ha fatto la cosa giusta al momento giusto. Li ho visti fare turni umanamente impossibili, ogni paziente lo salvano anche 10 volte al giorno. Tolgono liquidi, aspirano i grumi, mettono sondini, intubano, estubano, mettono caschi per ossigeno, regolano e aggiustano le macchine e ci monitorano ogni momento, ma proprio ogni momento. Sono (minimo) due infermieri su 4 pazienti, oltre ai medici. Solo che sono a pezzi. Non riesco a capire come possano resistere. Mi hanno sempre spiegato tutto. Solo io, solo in 7 giorni ho ricevuto oltre mille gesti di affetto (ma mille di numero vero, non a chiacchiere). Mi tagliavano a pezzettini il cibo per farmi deglutire senza strozzarmi. Mi coprivano, mi accarezzavano e basta quando sapevano che stavo proprio stremato. Mi facevano vedere la foto dei miei e dicevano “dai che ce la fai a tornare da loro”. Mi hanno fatto decine di esami ogni giorno. Mi hanno lavato ogni giorno. A me hanno salvato anche con la tecnica della pronazione e quando la mattina mi rigiravano qualche ora per darmi un po’ di “tregua”, perché ero al limite della sopportazione umana, il caposala mi portava il caffè, in quanto ero uno dei pochi pazienti svegli e coscienti. Ogni giorno li dentro muore qualcuno, ma vi dico che muore con dignità da uomo e donna, solo grazie a loro. Quando me ne sono andato, i presenti hanno fatto capannello e mi davano il 5 mentre ero sulla barella e ovviamente piangevo. Uomini e donne che fanno onore al genere umano. Si muovono continuamente in un silenzio spettrale dove senti solo il rumore dei loro passi instancabili e i bip dei macchinari. Per loro è un disastro anche solo andare in bagno, perché sono bardati al 100 e lì dentro tutto deve assere asettico. I nomi dei miei salvatori sono Antonio Civita, Sestilio De Letteris, Lidia Dalfino, Salvatore Grasso e tutti, ma proprio tutti, gli uomini e donne delle loro squadra eccezionale (mi scuso per non dire i nomi che però io ricordo insieme ai loro occhi). Immagino che se muori sul colpo non capisci cose che in 7 giorni capisci proprio perfettamente, limpidamente. Puoi fare solo due cose che ti danno serenità: 1) pregare a ripetizione e rivedere il film del Vangelo dalla nascita di Gesù fino alla Risurrezione e passando per la passione e croce (mai capita così bene, perché collimante all’1% con quello che facevo io); 2) farsi passare davanti i volti e i momenti passati con tutte le persone a cui tieni e che hanno riempito la tua vita. Non sai se potrai continuare a partecipare alle loro vite, ma intanto li pensi ancora un po’ e ti cresce dentro ancora più amore per loro. Adesso sono giusto un po’ a pezzi (solo fisicamente) non riesco a parlare per più di 5 minuti, e rimarrò ricoverato in reparto normale. Il peggio è però ampiamente alle spalle. Gesù e i sanitari tutti della rianimazione mi hanno regalato un “secondo tempo” della mia vita. Io posso solo cercare di usarlo bene e meglio del primo.
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04 Marzo, 2021

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Mi segue da 4 anni. Grazie Dr. Moretti.

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Dottor Lorenzo Moretti – Ortopedico Medico Chirurgo Bari